La direttiva IVA dell'UE e la Corte di giustizia dell'UE lasciano le regole di arrotondamento dell'IVA alla decisione nazionale. Le normative dei diversi paesi variano. In Italia si applica l'arrotondamento aritmetico al centesimo, e la base imponibile si determina sul totale per aliquota della fattura (cosiddetto castelletto IVA).
Il fondamento della legislazione IVA degli Stati membri dell'UE è la direttiva IVA dell'UE (2006/112/CE). Tale direttiva non disciplina come debba essere arrotondata l'IVA.
Sono stati richiesti due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell'UE in materia di arrotondamento. Uno è C-484/06: Koninklijke Ahold (10.7.2008) e l'altro C-302/07: J D Wetherspoon (5.3.2009).
Nei Paesi Bassi, Koninklijke Ahold decise di testare le regole di arrotondamento dell'IVA nella propria catena di supermercati Albert Heijn. In due dei suoi punti vendita venne sperimentato un metodo di calcolo alternativo. In esso veniva calcolata separatamente l'IVA per ogni singolo prodotto, e l'IVA di ciascun prodotto veniva sempre arrotondata per difetto al centesimo più vicino. Questo portava ovviamente a un'IVA da versare inferiore. L'IVA veniva tuttavia versata sulla base del calcolo ordinario. Sulla base dei propri calcoli, Koninklijke Ahold presentò poi alle autorità fiscali olandesi una richiesta di rimborso IVA di 1.414 euro. Riteneva di aver versato questo importo in eccesso a titolo di IVA per questi due punti vendita nell'ottobre 2003.
Il ragionamento si basava quindi sull'IVA dovuta per il singolo prodotto. Koninklijke Ahold sosteneva che sarebbe stato ingiusto dover arrotondare per eccesso l'IVA da versare. In tal caso, infatti, si sarebbe pagato più IVA di quanto stabilito dall'aliquota. L'unico modo sarebbe quindi arrotondare sempre per difetto.
Le autorità fiscali olandesi respinsero la richiesta di rimborso IVA di Koninklijke Ahold. Ahold impugnò la decisione prima dinanzi al tribunale locale, che respinse il ricorso, e successivamente dinanzi alla Corte suprema dei Paesi Bassi. La Corte suprema dei Paesi Bassi decise di sottoporre la questione in via pregiudiziale alla Corte di giustizia dell'Unione europea. Il rinvio pregiudiziale verteva su due questioni: 1. L'arrotondamento dell'IVA è disciplinato dal diritto nazionale o dal diritto dell'UE? 2. Se è disciplinato dal diritto dell'UE, tale diritto obbliga il giudice nazionale a consentire l'arrotondamento per difetto a livello di singolo prodotto?
La Corte di giustizia dell'Unione europea, nella sua decisione, ha stabilito quanto segue:
1. La determinazione dell'arrotondamento dell'IVA spetta al diritto nazionale, entro però i limiti consentiti dal diritto dell'UE. Tali limiti sono, ad esempio, il principio di neutralità e il principio di proporzionalità. Per quanto riguarda il principio di neutralità, la Corte UE ha affermato che l'IVA versata all'autorità fiscale deve corrispondere esattamente all'IVA pagata dal consumatore finale al soggetto passivo. Sarebbe stato infatti contrario al principio di neutralità se Ahold avesse, per così dire, intascato l'IVA pagata dal consumatore, ossia per ciascun prodotto la quota corrispondente all'arrotondamento per difetto. Il principio di proporzionalità significa in questo contesto che l'IVA da versare deve corrispondere il più precisamente possibile a quanto matematicamente richiesto dall'aliquota applicabile. Tuttavia, più di un metodo di arrotondamento può soddisfare tali requisiti.
2. Il diritto dell'UE non impone al diritto nazionale di consentire l'arrotondamento per difetto dell'IVA su ogni singolo prodotto.
Nei Paesi Bassi l'amministrazione non attese la decisione del diritto UE: l'obbligo di arrotondamento aritmetico dell'IVA fu introdotto nella legislazione IVA nazionale già nel 2004.
Wetherspoon gestisce pub nel Regno Unito. Nel 2004 iniziò ad arrotondare l'IVA per difetto al centesimo più vicino. Arrotondava dapprima a livello di riga a tre decimali per difetto, e a livello di scontrino a due decimali, ossia al penny per difetto. Qualche anno dopo l'amministrazione fiscale britannica contattò Wetherspoon comunicando che la prassi non era ammissibile. Wetherspoon si appellò a un'istruzione amministrativa in vigore nel Regno Unito, che consente l'arrotondamento per difetto se il vantaggio derivante dall'arrotondamento non resta a beneficio del commerciante (https://www.gov.uk/guidance/vat-guide-notice-700#section17, https://www.gov.uk/hmrc-internal-manuals/vat-trader-records/vatrec12020).
Il VAT and Duties Tribunal di Londra sottopose la questione in via pregiudiziale alla Corte di giustizia dell'Unione europea. Pose quattro questioni, la prima e la seconda delle quali erano sostanzialmente le stesse poste dagli olandesi nel caso Koninklijke Ahold. Anche le risposte della Corte UE a tali questioni furono sostanzialmente le stesse.
La terza e la quarta questione erano nuove.
La terza questione riguardava il livello al quale deve essere effettuato l'arrotondamento: per singolo prodotto, per singola operazione, per giorno, per periodo d'imposta o in altro modo. La Corte UE ha lasciato la questione aperta. Il diritto dell'UE lascia quindi anche questa questione alla decisione del legislatore nazionale, purché siano rispettati i principi di neutralità e proporzionalità.
La quarta questione riguardava se incidesse sulla questione il fatto che nel Regno Unito l'arrotondamento per difetto dell'IVA fosse consentito ad alcuni soggetti ma non ad altri. Ciò è contrario ai principi di parità di trattamento e neutralità? A questo la Corte UE ha risposto che l'attività dei soggetti in questione è diversa. Gli operatori che calcolano i prezzi di vendita dei loro beni e servizi al lordo dell'IVA si trovano in una situazione diversa da quella degli operatori che effettuano operazioni analoghe a un prezzo al netto dell'IVA. I primi potrebbero infatti, per così dire, intascare gli arrotondamenti, in stile caso Ahold.
Da entrambi questi casi giurisprudenziali emerge un quadro in cui le regole di arrotondamento dell'IVA restano largamente affidate alla legislazione nazionale.
Di seguito sono esaminate le regole di arrotondamento dei diversi paesi. Le informazioni possono presentare lacune, ed è sempre opportuno verificare la situazione nella legislazione aggiornata. Dalla seguente rassegna emerge tuttavia che le prassi nazionali sono spesso simili, ma lasciano molto in sospeso e presentano anche molte differenze.
In Italia la legge IVA stessa stabilisce un requisito esplicito di precisione per la fattura: il DPR 633/1972 art. 21 comma 2 lett. l) richiede che nella fattura siano indicati l'aliquota nonché gli importi dell'imposta e della base imponibile con precisione al centesimo. Il testo della legge è scarno, e il metodo di arrotondamento (aritmetico, sulla base del terzo decimale) nonché la distinzione tra calcoli intermedi e poste registrate autonomamente sono stati precisati nelle circolari emanate in occasione dell'introduzione dell'euro, tra cui la principale è la circolare 106/E/2001 dell'Agenzia delle Entrate.
La base imponibile si determina a livello di totale per aliquota della fattura (cosiddetto castelletto IVA): i totali delle righe vengono sommati per ciascuna aliquota, arrotondati al centesimo, e l'imposta viene calcolata su questa base precisa al centesimo. Con l'obbligo di fatturazione elettronica, il Sistema di Interscambio (SdI) verifica automaticamente questo calcolo con una tolleranza di un centesimo.
Nella dichiarazione IVA (Modello IVA) gli importi vengono indicati in euro interi con arrotondamento aritmetico, e la differenza di arrotondamento tra i dati dei registri e la dichiarazione viene riportata in un'apposita voce.
La legge IVA portoghese (Código do IVA, CIVA) non definisce né il metodo di arrotondamento dell'IVA né il livello di arrotondamento. L'amministrazione fiscale AT ha tuttavia precisato nell'Ofício-Circulado n.º 053 314 che l'IVA viene arrotondata aritmeticamente al centesimo più vicino e che l'arrotondamento può essere effettuato sia sul totale per aliquota sia per riga, purché la procedura sia coerente.
Una particolarità della normativa portoghese è il trattamento dei prezzi al lordo dell'IVA. Secondo l'articolo 49 del CIVA, quando la fatturazione avviene con prezzi al lordo dell'IVA (tipicamente in situazioni B2C), la base imponibile si ricava dividendo l'importo totale per il coefficiente corrispondente all'aliquota applicabile e moltiplicando per cento.
Nella dichiarazione IVA (Declaração Periódica) gli importi vengono indicati con precisione al centesimo; la dichiarazione non viene arrotondata a euro interi. L'AT accetta piccole differenze tra l'IVA calcolata matematicamente e gli importi IVA dichiarati, poiché gli arrotondamenti per singola fattura possono accumularsi nel corso del periodo d'imposta.
In Portogallo non vi è una specifica regola di arrotondamento per i pagamenti in contanti, poiché le monete da 1 e 2 centesimi sono in circolazione.
Anche in Spagna la legge IVA non si pronuncia sull'arrotondamento. La Dirección General de Tributos ha tuttavia emanato un parere secondo cui gli arrotondamenti dell'IVA dovuta devono essere effettuati aritmeticamente al centesimo più vicino.
In Spagna il TEAC (Tribunal Económico-Administrativo Central) ha emesso nel novembre 2024 la decisione 2233/2022. Nell'azienda l'IVA era stata inizialmente calcolata per singolo prodotto. Nella verifica fiscale si era giunti a un importo notevolmente diverso, calcolando l'IVA sul totale del periodo d'imposta. Il TEAC ha stabilito che, quando l'attività si svolge con prezzo al lordo dell'IVA, l'arrotondamento è necessario solo nella fase della dichiarazione spontanea. L'arrotondamento per singolo prodotto comporta un effetto cumulativo che distorce l'effettivo carico fiscale rispetto all'IVA calcolata sul totale. In questo caso, dunque, il metodo applicato dalla verifica fiscale, ossia l'arrotondamento in fase di dichiarazione, è coerente con i principi di neutralità e proporzionalità.
Tale decisione del TEAC difficilmente significa, tuttavia, che l'arrotondamento debba necessariamente avvenire solo in fase di dichiarazione.
Nella dichiarazione IVA spagnola (Modelo 303) gli importi IVA vengono indicati con precisione al centesimo.
La legge IVA greca (Κώδικας ΦΠΑ, ν. 5144/2024) non definisce né il metodo di arrotondamento dell'IVA né il livello di arrotondamento. In pratica l'IVA viene arrotondata aritmeticamente al centesimo più vicino e calcolata a livello di fattura per aliquota. Le piattaforme di fatturazione elettronica confermano tale prassi: si tratta della fatturazione B2G obbligatoria secondo lo standard europeo EN 16931 nonché della fatturazione B2B che diventa progressivamente obbligatoria tramite la piattaforma myDATA dell'AADE.
Nella dichiarazione IVA (modulo Φ2) gli importi vengono indicati con precisione al centesimo; la dichiarazione non viene arrotondata a euro interi.
In Grecia non vi è una regola di arrotondamento per i pagamenti in contanti, poiché le monete da 1 e 2 centesimi sono in circolazione.
In Finlandia la legge IVA lascia aperti sia il metodo di arrotondamento dell'IVA sia il livello a cui esso deve essere effettuato.
Nell'istruzione fiscale approfondita si afferma: "L'importo dell'imposta è indicato con precisione a due decimali. Secondo la regola dell'arrotondamento matematico, quando il numero decimale viene troncato, l'ultima cifra mantenuta viene aumentata di uno se la prima cifra esclusa è 5 o superiore. L'arrotondamento è effettuato sul totale della fattura." L'istruzione in questione è in fase di aggiornamento al momento della stesura.
L'istruzione finlandese prevede dunque l'arrotondamento aritmetico normale, da effettuarsi sul totale della fattura. Secondo tale regola, l'arrotondamento non può avvenire per riga, bensì sul totale per aliquota. Poiché in una fattura o uno scontrino possono comunque essere presenti più aliquote, in pratica l'arrotondamento dell'IVA avviene per aliquota.
La legge IVA svedese (mervärdesskattelagen) non definisce né il metodo di arrotondamento dell'IVA né il livello di arrotondamento. Secondo le linee guida giuridiche dello Skatteverket, in fattura l'IVA è indicata con arrotondamento aritmetico al öre più vicino (centesimo), non in corone intere. In pratica la base imponibile si determina a livello di fattura per aliquota.
Una particolarità della normativa svedese è la avrundningslagen (1970:1029), secondo la quale i pagamenti effettuati in corone svedesi devono essere arrotondati alla corona intera più vicina, ma le parti possono concordare una procedura diversa. Nello ställningstagande dello Skatteverket si è chiarito che l'avrundningslagen non incide sul calcolo dell'IVA né della base imponibile: la differenza di arrotondamento del totale viene riportata in fattura su una riga separata (ad esempio con la denominazione "öresavrundning").
Nella dichiarazione IVA (momsdeklaration) gli importi vengono indicati in corone intere eliminando la parte in öre, ossia con arrotondamento per difetto.
La legge IVA norvegese (merverdiavgiftsloven) non definisce né il metodo di arrotondamento dell'IVA né il livello di arrotondamento. In pratica l'IVA viene arrotondata aritmeticamente al øre più vicino (centesimo) e calcolata a livello di fattura per aliquota.
Secondo il parere di principio dello Skattedirektoratet, il corrispettivo non può essere arrotondato nei pagamenti elettronici: l'IVA e il totale sono indicati con precisione al øre. Solo nei pagamenti in contanti effettuati con banconote e monete il totale viene arrotondato alla corona intera più vicina, ma tale arrotondamento non incide sul calcolo dell'IVA.
Nella dichiarazione IVA (skattemelding for merverdiavgift) gli importi sono indicati con precisione al øre; la dichiarazione non viene arrotondata a corone intere, sebbene lo Skatteetaten ammetta una piccola differenza di arrotondamento derivante dal troncamento dei decimali da parte dei sistemi.
La legge IVA danese (momsloven) non definisce né il metodo di arrotondamento dell'IVA né il livello di arrotondamento in fattura. In pratica l'IVA viene arrotondata aritmeticamente al øre più vicino (centesimo), e lo Skattestyrelsen accetta sia il calcolo per riga sia quello sul totale per aliquota.
Nella dichiarazione IVA (momsangivelsen) gli importi vengono invece indicati conformemente al § 57 della momsloven in corone intere, omettendo del tutto la parte in øre. L'arrotondamento avviene dunque per difetto a vantaggio dell'imprenditore.
In Danimarca è inoltre presente una regola di arrotondamento per i pagamenti in contanti: il totale del pagamento in contanti viene arrotondato all'importo più vicino divisibile per 50 øre. L'arrotondamento si applica solo ai pagamenti in contanti, non a quelli con carta o bonifico, ed è effettuato sul totale dell'acquisto.
La legge IVA estone (Käibemaksuseadus, KMS) non definisce esplicitamente né il metodo di arrotondamento dell'IVA né il livello di arrotondamento. In pratica l'IVA viene arrotondata aritmeticamente al centesimo più vicino, e sono ammessi sia il calcolo per riga sia il calcolo sul totale per aliquota. I requisiti di fatturazione sono disciplinati dal § 37 KMS, ma il metodo di arrotondamento in sé è lasciato alla prassi e ai software di fatturazione.
Una particolarità della normativa estone è la regola di arrotondamento dei pagamenti in contanti, entrata in vigore il 1.1.2025. La regola si basa sulla legge di introduzione dell'euro (Euro kasutusele võtmise seadus), e secondo essa il totale del pagamento in contanti viene arrotondato aritmeticamente ai 5 centesimi più vicini. L'arrotondamento si applica solo ai pagamenti in contanti: i pagamenti con carta e gli altri pagamenti elettronici sono effettuati con precisione al centesimo. L'arrotondamento è effettuato sul totale dell'acquisto, non sui prezzi dei singoli prodotti, e non incide sul calcolo dell'IVA. Le monete da 1 e 2 centesimi rimangono mezzo di pagamento legale, sebbene non siano più utilizzate come resto.
Nella dichiarazione IVA (käibedeklaratsioon, KMD) gli importi vengono indicati in euro con precisione al centesimo; la dichiarazione non viene arrotondata a euro interi.
La legge IVA lettone (Pievienotās vērtības nodokļa likums) non definisce esplicitamente il metodo di arrotondamento dell'IVA. In pratica l'IVA viene arrotondata aritmeticamente al centesimo più vicino e calcolata a livello di fattura per aliquota.
Il regolamento del Consiglio dei ministri relativo alla dichiarazione IVA consente esplicitamente che la riga della dichiarazione IVA per aliquota si formi sommando gli importi IVA delle fatture emesse durante il periodo d'imposta. L'eventuale differenza che ne deriva rispetto al prodotto della base imponibile per l'aliquota è ammessa per legge.
La dichiarazione IVA (PVN deklarācija) si compila con precisione al centesimo; la dichiarazione non viene arrotondata a euro interi.
La legge IVA lituana (Pridėtinės vertės mokesčio įstatymas) non definisce né il metodo di arrotondamento dell'IVA né il livello di arrotondamento. In pratica l'IVA viene arrotondata aritmeticamente al centesimo più vicino e calcolata a livello di fattura per aliquota, sebbene parte dei software di fatturazione applichi parallelamente il calcolo per riga.
Una particolarità della normativa lituana è la regola di arrotondamento dei pagamenti in contanti, entrata in vigore il 1.5.2025. Secondo l'Atsiskaitymų grynaisiais pinigais sumų apvalinimo įstatymas, il totale del pagamento in contanti viene arrotondato aritmeticamente ai 5 centesimi più vicini. L'arrotondamento si applica solo ai pagamenti in contanti e non incide sul calcolo dell'IVA.
Nella dichiarazione IVA (PVM deklaracija, modulo FR0600) la Lituania si discosta dalla maggior parte degli altri paesi UE, in quanto gli importi vengono indicati in euro interi con arrotondamento aritmetico (sotto i 50 centesimi per difetto, da 50 centesimi in su per eccesso).
La legge IVA del Regno Unito (Value Added Tax Act 1994) non disciplina l'arrotondamento dell'IVA, la cui prassi si basa sulle istruzioni amministrative dell'HMRC.
Nella fatturazione B2B l'HMRC consente una concessione di arrotondamento (rounding concession): il totale IVA della fattura può essere arrotondato per difetto al penny intero più vicino. Nel commercio al dettaglio la concessione non si applica: l'IVA viene arrotondata aritmeticamente al penny più vicino o si applicano specifici schemi del commercio al dettaglio. Le istruzioni non disciplinano il livello di arrotondamento: l'HMRC accetta sia il calcolo per aliquota sia quello per riga.
Nella dichiarazione IVA gli importi IVA vengono indicati in sterline e penny, mentre i valori netti di vendite e acquisti vengono indicati in sterline intere omettendo i penny – ossia con arrotondamento per difetto a vantaggio dell'imprenditore.
Nel Regno Unito non vi è una specifica regola di arrotondamento per i pagamenti in contanti.
Nei Paesi Bassi deve essere applicato l'arrotondamento aritmetico al centesimo più vicino.
In fattura l'arrotondamento può essere effettuato sul singolo prodotto o sul totale. I due metodi non possono essere utilizzati contemporaneamente. Inoltre nella scelta del metodo occorre seguire un approccio coerente.
Nella dichiarazione IVA olandese gli importi IVA vengono arrotondati a euro interi. L'imprenditore può effettuare l'arrotondamento a proprio vantaggio.
In Germania nelle fatture deve essere applicato l'arrotondamento aritmetico al centesimo più vicino.
Nella dichiarazione IVA tedesca, invece, le vendite nette, ossia la base imponibile, vengono indicate in euro interi e l'IVA viene calcolata da tale importo. In pratica ciò avviene semplicemente eliminando la parte in centesimi, ossia con arrotondamento per difetto a vantaggio dell'imprenditore. Gli importi IVA degli acquisti e delle vendite vengono invece indicati con precisione al centesimo.
In Francia la legge non si pronuncia su come l'IVA debba essere arrotondata nelle fatture. Le prassi comprendono sia l'arrotondamento per riga sia l'arrotondamento del totale per aliquota.
Nella dichiarazione IVA, invece, l'IVA di ciascuna aliquota viene arrotondata aritmeticamente all'euro più vicino. Analogamente, l'IVA detraibile viene arrotondata aritmeticamente all'euro più vicino.
In Polonia le regole di arrotondamento sono, in via eccezionale, scritte direttamente nella legge IVA. Secondo la legge IVA, gli importi indicati in fattura vengono arrotondati aritmeticamente al grosz intero più vicino (centesimo), e l'IVA è sempre indicata in złoty. La base imponibile si determina in linea di principio a livello di fattura per aliquota, ma anche il calcolo per riga è ammesso.
Nella dichiarazione IVA, invece, le basi imponibili e gli importi IVA vengono arrotondati aritmeticamente a złoty interi secondo la regola generale della legge sul procedimento tributario (Ordynacja podatkowa). Piccole differenze di arrotondamento tra il registro e la dichiarazione sono ammesse.
In Polonia non vi è una specifica regola di arrotondamento per i pagamenti in contanti, poiché le monete da 1, 2 e 5 grosz sono tuttora in circolazione.
Secondo il § 37 della legge IVA ceca (235/2004 Sb.), l'imposta viene calcolata con due metodi alternativi che producono lo stesso risultato: o moltiplicando la base imponibile per l'aliquota, oppure dividendo il prezzo totale al lordo dell'IVA per il coefficiente 1,21 (aliquota ordinaria 21 %) o 1,12 (aliquota ridotta 12 %), nel qual caso l'IVA è la differenza tra il prezzo totale e la base imponibile così calcolata. La possibilità precedentemente consentita dalla legge di arrotondare in fattura l'importo IVA a corone intere è stata soppressa il 1.4.2019, per cui l'IVA è indicata in fattura con precisione a due decimali, ossia al haléř. La legge IVA non definisce esplicitamente se l'IVA debba essere calcolata per riga o sul totale per aliquota.
Una particolarità della normativa ceca è il § 36 odst. 5 della legge IVA: la differenza derivante dall'arrotondamento alla corona intera più vicina del totale da pagare non è inclusa nella base imponibile, né su di essa viene calcolata l'IVA. Inizialmente questa regola riguardava solo i pagamenti in contanti, ma con la modifica legislativa 355/2021 Sb. la regola si estende a tutti i metodi di pagamento dal 1.10.2021. L'arrotondamento significa tuttavia solo arrotondamento alla corona intera più vicina; se il venditore arrotonda in misura maggiore, la differenza confluisce interamente nella base imponibile e su di essa deve essere versata l'IVA. Per ulteriori dettagli sull'argomento si vedano l'articolo di Pavel Běhounek nonché l'istruzione della Finanční správa.
Nella dichiarazione IVA (přiznání k DPH) l'arrotondamento si basa invece sul § 146 odst. 1 della legge sul procedimento tributario (daňový řád, 280/2009 Sb.), secondo cui l'imposta viene arrotondata per eccesso a corone intere.
La Slovacchia è uno dei pochi paesi UE in cui la legge IVA stessa definisce il metodo di arrotondamento. Secondo la legge IVA, l'IVA viene arrotondata aritmeticamente al centesimo più vicino. Il livello di arrotondamento, invece, non è disciplinato dalla legge: i software di fatturazione applicano sia il calcolo per riga sia quello sul totale per aliquota, ed entrambi sono considerati conformi alla legge.
Una particolarità della normativa slovacca è la regola di arrotondamento dei pagamenti in contanti. Secondo la legge sui prezzi, il totale del pagamento in contanti viene arrotondato aritmeticamente ai 5 centesimi più vicini. La regola si applica solo ai pagamenti in contanti, è effettuata sul totale dell'acquisto e non incide sul calcolo dell'IVA: l'IVA è calcolata sull'importo non arrotondato, e la differenza di arrotondamento è registrata come onere o ricavo.
Nella dichiarazione IVA (daňové priznanie k DPH) gli importi vengono indicati con precisione al centesimo. Le piccole differenze tra i totali delle righe della dichiarazione e la percentuale matematica, derivanti dagli arrotondamenti per singola operazione, sono ammesse.
La legge IVA ungherese non definisce esplicitamente né il metodo di arrotondamento dell'IVA né il livello di arrotondamento. La prassi interpreta che l'IVA in fattura sia indicata in fiorini interi senza fillér, sebbene non esista una disposizione esplicita al riguardo. Il livello di arrotondamento varia nei software di fatturazione: l'IVA viene calcolata sul totale per aliquota o per riga.
Il totale del pagamento in contanti viene arrotondato aritmeticamente ai 5 fiorini più vicini. L'arrotondamento riguarda solo il totale dell'acquisto e non incide sul calcolo dell'IVA: la differenza di arrotondamento è registrata come altro provento o onere.
Nella dichiarazione IVA (áfabevallás) gli importi vengono indicati prevalentemente in migliaia di fiorini con arrotondamento aritmetico, ma i dati di alcune pagine di dettaglio vengono attualmente forniti con precisione al fiorino.
La legge IVA slovena (ZDDV-1) non definisce né il metodo di arrotondamento dell'IVA né il livello di arrotondamento. In pratica l'IVA viene arrotondata aritmeticamente al centesimo più vicino e calcolata a livello di fattura per aliquota. Secondo un chiarimento, il soggetto passivo può calcolare l'IVA sul totale per aliquota o per riga, ma l'amministrazione fiscale raccomanda il metodo del totale, ed entrambi sono ammessi.
Nella dichiarazione IVA (obračun DDV, modulo DDV-O) la Slovenia si discosta dalla maggior parte degli altri paesi dell'area euro, in quanto gli importi vengono indicati in euro interi senza centesimi. Invece, nei registri IVA divenuti obbligatori dal 1.7.2025 (evidenca obračunanega DDV ed evidenca odbitka DDV) gli importi vengono indicati con precisione al centesimo, ed eDavki ammette le piccole differenze tra i registri e il modulo DDV-O dovute all'arrotondamento.
In Slovenia non vi è una specifica regola di arrotondamento per i pagamenti in contanti, poiché le monete da 1 e 2 centesimi sono in circolazione.
La Romania non disciplina l'arrotondamento dell'IVA direttamente nella legge IVA (Codul fiscal). Il metodo di arrotondamento si determina invece in base alla normativa specifica OUG nr. 59/2005, secondo la quale l'IVA è indicata nelle fatture in lei con precisione a due decimali ed è arrotondata aritmeticamente al ban più vicino (centesimo).
Il livello di arrotondamento non è disciplinato dalla legge. In pratica la base imponibile si determina a livello di fattura per aliquota, ma i software di fatturazione rumeni consentono anche il calcolo per riga, ed entrambi sono considerati ammissibili.
La dichiarazione IVA (Decontul de taxă pe valoarea adăugată, formularul 300) viene presentata in lei con precisione a due decimali; la dichiarazione non viene arrotondata a lei interi.
In Romania non vi è una specifica regola di arrotondamento per i pagamenti in contanti, poiché le monete da 1, 5, 10 e 50 ban sono tuttora in circolazione.
La legge IVA bulgara (ЗДДС) non definisce né il metodo di arrotondamento dell'IVA né il livello di arrotondamento. In pratica l'IVA viene arrotondata aritmeticamente al centesimo più vicino e calcolata a livello di fattura per aliquota, sebbene parte dei software di fatturazione applichi parallelamente il calcolo per riga.
La Bulgaria ha adottato l'euro il 1.1.2026, momento in cui è divenuta applicabile la Закона за въвеждане на еврото в Република България. Secondo la legge, il tasso di cambio è 1 EUR = 1,95583 BGN, e le conversioni valutarie vengono arrotondate aritmeticamente al centesimo più vicino. A partire dall'inizio del 2026 tutte le dichiarazioni IVA vengono presentate in euro.
La dichiarazione IVA (справка-декларация по ЗДДС) viene presentata con precisione al centesimo; la dichiarazione non viene arrotondata a euro interi.
In Bulgaria non vi è una specifica regola di arrotondamento per i pagamenti in contanti, poiché le monete da 1 e 2 centesimi sono in circolazione.
Le prassi nazionali si suddividono in alcuni schemi riconoscibili. A livello di fattura quasi tutti i paesi richiedono l'arrotondamento aritmetico al centesimo più vicino o all'unità valutaria minore equivalente; la differenza più significativa riguarda il livello di arrotondamento, ossia se sia effettuato per riga o sul totale per aliquota.
La Finlandia, i Paesi Bassi e la recente linea decisionale del TEAC spagnolo sottolineano il calcolo sul totale, mentre la maggior parte degli altri paesi ammette entrambi.
Nella dichiarazione IVA i paesi si suddividono in tre gruppi: quelli che richiedono la precisione al centesimo (tra cui Finlandia, Lettonia, Portogallo, Norvegia, Bulgaria, Romania, Grecia, Slovacchia), quelli che arrotondano aritmeticamente all'unità valutaria intera (tra cui Francia, Italia, Lituania, Polonia, Paesi Bassi, Slovenia) e quelli che troncano per difetto a vantaggio dell'imprenditore (Germania, Danimarca, Svezia, Regno Unito).
Le regole di arrotondamento dei pagamenti in contanti riflettono invece principalmente il fatto che le monete più piccole siano o meno ancora in circolazione.
Il messaggio pratico per le aziende è chiaro: la scelta del metodo di arrotondamento non è una questione tecnica secondaria, ma deve essere documentata e applicata coerentemente, e nell'attività internazionale è opportuno verificare separatamente le normative aggiornate di ciascun paese.
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Fonti e informazioni aggiuntive:
Taxation: Victory for taxman in Wetherspoon VAT case
Vatupdate.com: Flashback on ECJ Cases – C-302/07 (J D Wetherspoon) – Rules on rounding of VAT amounts
Vatupdate.com: Flashback on ECJ Cases – C-484/06 (Koninklijke Ahold) – No obligation to round down the amount of VAT per item
EUR-Lex: Opinion of Advocate General Sharpston delivered on 24 January 2008. Fiscale eenheid Koninklijke Ahold NV v Staatssecretaris van Financiën. Case C-484/06.
EUR-Lex: Judgment of the Court (Fourth Chamber) of 10 July 2008. Fiscale eenheid Koninklijke Ahold NV v Staatssecretaris van Financiën. Case C-484/06.
EUR-Lex: Opinion of Advocate General Sharpston delivered on 20 November 2008. J D Wetherspoon plc v The Commissioners of Her Majesty's Revenue & Customs. Case C-302/07.
EUR-Lex: Judgment of the Court (Fourth Chamber) of 5 March 2009. J D Wetherspoon plc v The Commissioners of Her Majesty's Revenue & Customs. Case C-302/07.
EUR-Lex: Council Directive 2006/112/EC of 28 November 2006 on the common system of value added tax
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Finlex.fi: Arvonlisäverolaki
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Skatteetaten.github.io: Mva-meldingen – Spørsmål og svar
Retsinformation.dk: Bekendtgørelse af lov om merværdiafgift (momsloven)
Danskelove.dk: Momsloven § 57
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PortalPravo.bg: Справка-декларация за ДДС
Pubblicato: 18.5.2026
Arrotondamenti nel calcolo dell'IVA: prezzi matematicamente impossibili?
Esiste un'intera gamma di prezzi IVA inclusa che non possono essere calcolati matematicamente se l'imposta viene calcolata dal prezzo esente da IVA. Un esempio è 200€. Questi prezzi sono anche possibili, ma in tal caso il prezzo esente da IVA deve essere interpretato come arrotondato.
In Europa c'è l'IVA - negli Stati Uniti Sales tax
In Europa le imprese appartenenti alla filiera contabilizzano l'IVA pagata dal consumatore allo Stato in proporzione al loro valore aggiunto. L'Sales tax statunitense, invece, viene fatturato interamente dalla società che ha effettuato la vendita al consumatore. Sales tax viene pagato agli operatori locali, non allo Stato.
Storia della tassazione
Molte delle tasse odierne erano già in uso nell'antichità. La decisione sulla tassazione è passata dagli autocrati ai parlamenti e il livello della tassazione è aumentato. In passato le tasse venivano usate per fare le guerre, oggi le tasse sono usate per mantenere il stato sociale.